Hai avuto un incidente: che fare?

Proprio a me che sono così prudente! Ebbene sì, un incidente può capitare a tutti. Ma se conosci alcune regole fondamentali e impari i pochi passi da compiere, risolverai molti problemi in poco tempo. Vediamo quali sono.

Parola d’ordine: calma e sangue freddo

Incidente d'auto - un conducente sta telefonando e l'altro esprime rabbia

Se hai un incidente, per prima cosa cerca di mantenere la calma.

Cerca di non perdere le staffe in qualunque caso: se hai causato un incidente, tieni a mente che la nuova legge sull’omicidio stradale punisce chi non si ferma con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la sospensione della patente da 1 a 3 anni. Per l’omissione di soccorso è prevista la reclusione da 1 a 3 anni e la sospensione della patente da un minimo di 18 mesi a un massimo di 5 anni. Se invece ritieni di aver subito un danno e di essere vittima dell’altrui negligenza, è inutile arrabbiarsi: rischi di passare dalla parte del torto. Pensa, piuttosto, ad adottare il modo migliore per tutelarti. In tutti i casi non prendere conclusioni affrettate: fino a prova contraria, in ogni incidente le due controparti sono responsabili al 50%. Sarà bene quindi ricostruire con pazienza l’incidente per cercare di capirci di più.

Prima le persone….

Il primo vero passo da compiere è mettere in sicurezza l’area dell’incidente. Quindi posizionerai i triangoli sulla strada e indosserai il giubbino ad alta visibilità. Ora potrai cominciare a pensare alle cose più importanti. Ci sono feriti? Se sì, sarà quella la prima vera emergenza da affrontare. In linea di massima non dovrai spostarli né toccarli, a meno che tu non abbia qualche conoscenza medica o di primo soccorso. Nel frattempo, chiamerai l’ambulanza.

E poi le cose!

Il documento di Constatazione amichevole di incidente - detto CAI.

Il documento di Constatazione amichevole di incidente – detto CAI.

Sia in assenza che in presenza di feriti più o meno gravi, dovrai pensare anche ai danni ai veicoli. Una volta constatati, bisogna cercare di sbrigare le pratiche assicurative. Lo scambio di dati fra le controparti sarà il minimo indispensabile passo da compiere. Se non ci sono disaccordi e il motivo dell’incidente è chiaro per tutti, si compilerà il modulo di Constatazione Amichevole di Incidente (CAI), possibilmente facendolo firmare al conducente dell’altro veicolo coinvolto. Nel caso nessuno dei due conducenti abbia il modulo, i dati da raccogliere sono i seguenti:

  • generalità dell’altro conducente e/o del proprietario dell’auto
  • la sua compagnia di assicurazione
  • una descrizione dettagliata dell’incidente, con l’indicazione di eventuali feriti e testimoni.

Se invece non vi è accordo su come si è svolto dell’incidente, richiederai l’intervento di Polizia o Carabinieri, che effettueranno rilievi, e redigeranno un verbale ricostruendo le dinamiche di quanto accaduto. In presenza di testimoni, questi dovranno rilasciare alle autorità le proprie generalità in modo da poter essere contattati in caso di contenzioso.

Dove andare a riparare l’auto?

La normativa prevede che tu possa scegliere liberamente tra il carrozziere che ti propone la tua compagnia assicuratrice o il tuo carrozziere di fiducia. Non hai il carrozziere di tua fiducia? Su RiparaSicuro.it hai  l’imbarazzo della scelta e tantissime informazioni verificate per capire quale è quello più adatto alle tue esigenze!

Il risarcimento: come richiederlo

Tutti i dati raccolti, dal CAI al verbale della Polizia, serviranno come documenti da inviare all’assicurazione, che dovrai avvisare entro tre giorni dall’incidente. Oltre al modulo blu (firmato o meno dal conducente dell’altro veicolo), dovrai inviare una richiesta di risarcimento. Da qualche anno, in quasi tutti i casi (esclusi quelli in cui l’incidente avvenga tra più di due veicoli, oppure quando si verifichino lesioni fisiche molto gravi), il risarcimento è diretto, ossia viene effettuato dalla compagnia di colui che fa la richiesta e non da quella della controparte.

Danni fisici: come vengono indennizzati?

Che succede se vuoi chiedere un risarcimento per danni fisici? In tal caso la richiesta di risarcimento dovrà comprendere l’indicazione della tua età, attività e reddito e l’attestazione medica delle lesioni, quindi un certificato di pronto soccorso e un attestato di avvenuta guarigione.

In tutti i casi in cui si esegue una richiesta di risarcimento diretto per danni fisici, dovrai valutare l’entità del danno con l’aiuto di un medico. I danni cosiddetti di lieve entità (detti anche “micropermanenti”, nei quali rientrano ora sia i danni biologici che i danni morali) sono quelli per i quali un medico abbia stabilito un punteggio percentuale di invalidità che va da 1 a 9. Ma come si fa a stabilire l’entità del danno e quindi la richiesta da effettuare all’assicurazione?

Una tabella per tutti: il risarcimento dei danni micropermanenti

Ci viene in soccorso una tabella prevista dall’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni, Titolo X (modificato nel 2013) e successivamente predisposta congiuntamente dai Ministeri per la Salute, per il Lavoro, per le Attività produttive e della Giustizia, e del Consiglio dei Ministri. L’entità cresce in modo più che proporzionale al crescere del punteggio di invalidità, mentre decresce all’aumentare dell’età.

L’indennizzo per il “colpo di frusta”

Fra i traumi più comuni per i quali vengono chiesti risarcimenti c’è quello da distorsione del rachide cervicale, il cosiddetto “colpo di frusta”: soprattutto negli incidenti a impatto posteriore, accade che i tessuti del collo vengano lesionati. I sintomi sono: rigidità e dolore del collo e della spalla, mal di testa e dolore al braccio. Un tempo era sufficiente un certificato del pronto soccorso per avere il risarcimento, ma con il Decreto Monti sono state introdotte regole più rigide per evitare truffe assicurative. È quindi necessario un esame strumentale per provare il danno.

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